
2) Senza l'Uno  impossibile pensare.
Riprendendo alcune argomentazioni del Parmenide e del Sofista di
Platone, Plotino presenta alcuni esempi della presenza dell'Uno
nella mente che mostrano come le idee, relative a oggetti
particolari (che sono diverse dall'Uno, ma pur sempre reali),
presuppongano sempre - per poter essere pensate - l'idea dell'Uno

Enneadi, sesto, 6, 13 (vedi manuale pagine 208-209).

1   [...] Il pensiero non asserisce l'unit di una cosa perch
essa sia sola e non ce ne sia un'altra. Anche quando dice non c'
un'altra cosa, esso deve chiamare una quest'altra cosa. E poi,
altro e diverso sono posteriori a uno. Il pensiero che non
si fondasse sull'uno, non potrebbe enunciare n altro n
diverso, anche se dice solo, vuol dire uno solo; cio deve
dire uno prima di solo.
2   E ancora: chi enuncia, prima di enunciare l'unit di un'altra
cosa,  gi uno, e anche ci di cui esso parla  gi uno prima
che qualcuno parli o pensi di lui. Egli, infatti,  uno oppure pi
di uno, cio molteplice; e se  molteplice,  necessario che,
prima, egli sia uno. Anche se dice molteplicit, egli vuol dire
pi di uno; e se pensa esercito, lo pensa come molti, armati e
coordinati in un'unit; e se anche si tratta di una molteplicit,
il pensiero non le permette di restare molteplicit, e anche in
questo caso rende evidente in qualche modo o le dona senz'altro
quell'unit che la molteplicit non possiede, oppure, intuendo
l'unit che deriva dall'ordinamento, unifica la natura del
molteplice.
    .
3   [...] Allora, anche quando venga ad affermare che qualcosa 
una, riconosce l'Uno. Lo stesso si dica qualora il pensiero
affermi che alcune cose sono due, oppure molte.
4   Se dunque non  possibile pensare le cose senza l'uno il due o
altro numero, come sar possibile che non esista proprio quello
senza il quale non si pu n pensare n esprimersi? Non  permesso
negare l'esistenza di quell'uno, poich, se questo non esistesse,
non si potrebbe n pensare n dire nessun'altra cosa. Ci che 
universalmente indispensabile per la nascita di ogni pensiero o
parola, deve esistere prima del pensiero e della parola: solo a
questa condizione si pu ammettere la loro nascita. Ma se l'uno 
necessario all'esistenza di ciascuna essenza - non c' infatti
alcun essere che non sia uno - l'uno deve essere anteriore
all'essenza e generare l'essenza. [...].
 (Plotino, Enneadi, Rusconi, Milano, 1992, pagine 1191-1192).

